La violenza di pochi non cancella le ragioni di chi ha manifestato a Udine
Come segretario generale della Camera del lavoro di Udine, sento di rappresentare il pensiero e i sentimenti di tutti gli aderenti al nostro sindacato che hanno partecipato al corteo di ieri, provenienti da tutto il territorio regionale, esprimendo la solidarietà e il ringraziamento della Cgil ai lavoratori delle forze dell’ordine e della comunicazione impegnati sul campo ieri, e in primis a quelli rimasti feriti o contusi.
Come riportato e documentato in modo unanime dai media presenti, il corteo è arrivato in Piazza Primo Maggio senza incidenti, scontri e in modo del tutto coerente con le motivazioni e gli obiettivi della manifestazione: chiedere che si continui a garantire il cessate il fuoco e il mantenimento dei corridoi umanitari a Gaza, sostenere l’esigenza di una pace giusta, basata sul principio “due popoli, due stati”, dire no alla logica della guerra e del riarmo, chiedere anche allo sport e a chi lo governa un impegno concreto sulla salvaguardia dei diritti umani, della pace e del diritto internazionale.
L’inqualificabile comportamento di quei violenti, fossero essi poche decine o un centinaio, che hanno aggredito i lavoratori delle forze dell’ordine e della comunicazione, non può e non deve gettare discredito sulle migliaia di manifestanti che hanno sfilato pacificamente per le strade di Udine, mossi solo dalle loro convinzioni e da una scelta di impegno civile. È anche grazie a loro, oltre che al lavoro e alla professionalità delle forze di polizia, che i danni a persone e cose sono stati limitati.
Emiliano Giareghi, segretario generale Cgil Udine
