Vertenza Kito Tarvisio: si conclude una fase, ma la battaglia continua
È stato raggiunta d’intesa per l’attivazione dell’ammortizzatore sociale nella forma del contratto di solidarietà presso lo stabilimento Kito di Tarvisio. L’intesa è conseguenza della decisione aziendale di chiudere il reparto Accessori e certifica la perdita di 15 posti di Iavoro. L’intesa prevede un incentivo alI’esodo per chi volontariamente deciderà di aderire.
Nel corso di questa lunga e complessa vertenza il confronto con la direzione della multinazionale statunitense, rappresentata da uno studio legale di Milano, non si è limitato alla gestione degli esuberi. Al centro della trattativa vi è stata soprattutto la costruzione di un progetto industriale capace di garantire un futuro allo stabilimento di Tarvisio, una realtó produttiva strategica per un territorio nel quale le opportunità occupazionali sono limitate e dove quella fabbrica rappresenta un presidio fondamentale per decine di famiglie. Come Fiom Cgil di Udine la sottoscrizione dell’accordo rappresenta la conclusione di una prima fase della vertenza, ma non certamente della battaglia per il futuro dello stabilimento. È stata una trattativa lunga, complessa e per molti aspetti diversa da quelle tradizionalmente affrontate nel nostro territorio, perché condotta con una multinazionale che assume le proprie decisioni Iontano dalla comunità che vive e lavora nel Tarvisiano. L’intesa è stata raggiunta unitariamente insieme alla Fim Cisl Alto Friuli. L’unità sindacale è stata un elemento determinante durante tutta la vertenza e la Fiom rivendica con convinzione il valore di questo percorso comune, nella consapevolezza che solo attraverso un’azione condivisa è stato possibile difendere al meglio gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori.
Per la Fiom un accordo che certifica la perdita di quindici posti di Iavoro non rappresenta una vittoria.
In queste ore abbiamo Ietto commenti e articoli che hanno descritto l’accordo come un risultato da festeggiare. La Fiom Cgil di Udine non condivide né avalla questa narrazione, che riteniamo superficiale e distante dalla realtó vissuta dalle lavoratrici e dai lavoratori coinvolti. Quando si perdono quindici posti di lavoro non c’è nulla da celebrare. Se oggi esiste un accordo è perché lavoratrici e lavoratori hanno scioperato, hanno sostenuto la mobilitazione e hanno costretto l’azienda ad assumersi impegni precisi sul futuro dello stabilimento. Senza quella mobilitazione il risultato sarebbe stato inevitabilmente peggiore. La firma dell’accordo rappresenta un punto di equilibrio raggiunto in una situazione estremamente difficile, non il traguardo finale. Il vero banco di prova sarà il rispetto degli impegni assunti dalla multinazionale davanti al Governo della Regione Friuli Venezia Giulia in merito al progetto industriale destinato a garantire il futuro dello stabilimento di Tarvisio.
Per questo motivo la Fiom Cgil di Udine non concederà cambiali in bianco a nessuno. Verificheremo puntualmente il rispetto di opni impegno sottoscritto e denunceremo con determinazione qualsiasi eventuale inadempienza. Per la Fiom Cgil di Udine lo stato di agitazione non può dirsi concluso. Cesserà soltanto quando gli impegni contenuti nell’accordo inizieranno a tradursi concretamente in investimenti, produzioni, prospettive occupazionali e certezze per il futuro dello stabilimento e del territorio. Questa vertenza ha dimostrato che solo attraverso l’impegno congiunto delle organizzazioni sindacali, delle parti sociali, delle istituzioni e di una rappresentanza politica bipartisan è stato possibile costruire le condizioni per difendere il futuro produttivo della Kito di Tarvisio. Lo stesso impegno dovró proseguire nei prossimi mesi: nessuno può considerare concluso il proprio compito con la firma dell’accordo. Ognuno dovrà continuare a svolgere fino in fondo il proprio ruolo affinché gli impegni assunti diventino realtà e venga garantita la salvaguardia dell’occupazione e dell’industria nel Tarvisiano.
La Fiom Cgil di Udine continuerà a fare la propria parte, con determinazione e senza arretrare di un passo, perché la tutela del Iavoro non si misura con la firma di un accordo, ma con la sua concreta attuazione. La battaglia per il futuro della Kito e del Iavoro nel Tarvisiano continua.
David Bassi, Fabio Beuzer
Fiom Cgil Udine
