Per Gaza e per la pace, in migliaia in piazza anche a Udine

Grande partecipazione ai cortei, alle manifestazioni e ai presidi organizzati dalla Cgil nel giorno dello sciopero generale per Gaza, per la Flotilla e per la pace. Lavoratori, pensionati, tantissimi studenti che si sono mescolati alle bandiere e agli striscioni del sindacato. Oltre 10 mila state le persone scese a Udine, Trieste, Pordenone e Monfalcone, per dire stop al massacro e chiedere l’apertura di quei canali umanitari ai quali Israele continua a chiudere le porte.
Affollatissima la manifestazione sotto la Prefettura di Udine, con via Pracchiuso pacificamente invasa al grido di Free Palestine, con tantissimi studenti scesi in piazza a fianco della Cgil. «Un popolo di tutte le età – dichiara il segretario generale della Cgil Fvg Michele Piga – da un forte senso di solidarietà e vicinanza al popolo palestinese». Dietro allo sciopero, sottolinea Piga, «la messa in discussione dei principi del diritto internazionale che si è consumata con l’attacco, fuori dalle acque territoriali israeliane, agli attivisti della Flotilla, che cercavano di aprire un corridoio umanitario per aiutare la popolazione di Gaza, vittima di genocidio, senza che il nostro Governo esprimesse una ferma condanna per quando avvenuto». Durissime le critiche all’atteggiamento dell’esecutivo: «La determinazione che il Governo ha utilizzato per contrastare questo sciopero dovrebbe essere utilizzata per chiedere l’immediato cessate il fuoco a Gaza, per bloccare l’invio di armi in Israele, per riconoscere lo Stato di Palestina, per tutelare la dignità di un popolo e il suo diritto di vivere in libertà. È quanto chiedono i ragazzi in piazza e tutta la società civile: quella di oggi è una prima risposta, domani ce ne sarà un’altra con una grande manifestazione nazionale a Roma. Il Governo e il ministro Salvini rispettino il diritto di scioperare e quello dei cittadini di esprimere in modo pacifico e democratico il proprio dissenso nei confronti di un Governo schiacciato su politiche e posizioni che non portano la pace per la Palestina».