«Sanità, fermare le aggressioni: serve un tavolo con Asufc»
«Aprire immediatamente un tavolo urgente tra Asufc, sindacati, Sala operativa regionale, Prefettura e forze dell’ordine per affrontare in modo strutturale il problema della sicurezza degli operatori del soccorso». È la richiesta che la Funzione pubblica Cgil di Udine ha inviato ieri (lunedì) al direttore generale dell’Asufc dopo l’aggressione subita domenica dall’equipaggio del 118 intervenuto al Città Fiera. Per il segretario generale della Fp Cgil Fvg e di Udine Andrea Traunero quanto accaduto non può essere archiviato come un episodio isolato o come una fatalità. «La violenza contro chi lavora nell’emergenza – dichiara – è un fenomeno che richiede risposte organizzative precise e strumenti di prevenzione adeguati, per garantire agli operatori le necessarie condizioni di sicurezza».
Prioritaria, per la Fp Cgil, l’esigenza di definire un nuovo protocollo integrato che permetta di intercettare preventivamente le situazioni di pericolo e di attivare, quando necessario, il supporto delle forze dell’ordine. «Non basta – spiega Traunero – intervenire dopo che l’aggressione è avvenuta. Occorre costruire un sistema capace di riconoscere il rischio già nella fase della chiamata e di mettere in condizione gli equipaggi di affrontare lo scenario con adeguate forme di protezione».
Il nuovo protocollo di gestione degli interventi a rischio, per la Fp Cgil dovrà prevedere l’intervento congiunto delle forze dell’ordine nei casi in cui emergano indizi di alterazione psicofisica e di possibili comportamenti violenti, garantendo nel contempo agli operatori strumenti tecnologici più efficaci (collegamento radio sempre funzionante, geolocalizzazione e sistemi di allarme rapido) e formazione obbligatoria (in orario di lavoro) sulla gestione delle situazioni aggressive e sulla prevenzione delle escalation di violenza. La Fp Cgil chiede inoltre ad Asufc strumenti di tutela legale, assicurativa e di supporto psicologico alle vittime di aggressione, la costituzione di un gruppo aziendale permanente dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza nei confronti del personale e l’aggiornamento del Documento valutazione rischi, con un coinvolgimento effettivo dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
Quanto all’aggressione di domenica, la Fp Cgil ritiene doverosa una precisa ricostruzione dei fatti, per verificare se l’equipaggio fosse stato adeguatamente informato del possibile livello di rischio e se fossero state adottate tutte le misure necessarie per consentire agli operatori di affrontare lo scenario in sicurezza. «Solo attraverso una ricostruzione puntuale dell’accaduto – afferma Traunero – possiamo individuare le criticità e correggerle, evitando che situazioni analoghe possano ripetersi». La Fp Cgil esprime infine la propria solidarietà agli operatori aggrediti e a tutto il personale sanitario e del soccorso. «La nostra vicinanza a chi è rimasto ferito – conclude Traunero – non è formale, ma si traduce in un impegno concreto sulla sicurezza di tutto il personale sanitario e degli operatori. Le aggressioni non possono essere considerate un rischio del mestiere: fermare l’escalation di violenza contro il personale sanitario è un imperativo etico e una responsabilità precisa delle Aziende e delle istituzioni. Per questo – conclude il segretario – chiediamo un confronto immediato, che coinvolga tutti i soggetti interessati e porti rapidamente alla definizione di strumenti concreti a salvaguardia della sicurezza dei professionisti della salute e di tutti i lavoratori che garantiscono quotidianamente, 24 ore su 24, soccorso e assistenza sanitaria ai cittadini».
