Danieli, ignorato il contratto nazionale

Venerdì
9 gennaio 2015 la Rsu
della Danieli ha incontrato il sindaco di Udine Furio Honsell per esprimergli
il proprio punto di vista in merito alle donazioni elargite dalla Danieli alla
città  e alla precaria condizione delle relazioni sindacali in fabbrica.
Se infatti l’azienda di Buttrio da un lato finanzia il restauro dei due Mori di
piazza Libertà  (circa 200 mila euro), dall’altro priva i lavoratori di un
legittimo aumento sancito dal contratto nazionale dei metalmeccanici, la cui
applicazione sarebbe dovuta avvenire ancora all’inizio del 2014 (i dipendenti
hanno avuto un mancato ingresso nell’ordine di 700-800 euro in busta paga).
Di fronte all’opinione pubblica l’azienda vuole apparire come generosa e
filantropica, quando ai propri dipendenti rifiuta di dare quanto è prescritto
dalla legge. I lavoratori si sentono presi in giro. Questo è solo uno degli
esempi dell’atteggiamento tenuto dalla direzione aziendale nei confronti dei
diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Evidentemente per la proprietà  vale
la regola: generosi e illuminati di fronte all’opinione pubblica, arroganti e
autoritari con gli operai.
Dalla ricostituzione della rappresentanza sindacale unitaria, avvenuta nel 2008
dopo vent’anni di assenza di delegati eletti dai lavoratori, la direzione
aziendale ha sistematicamente ignorato, se non apertamente osteggiato, ogni
tentativo di relazione sindacale: non c’è mai stato infatti un incontro formale
tra la proprietà  e la Rsu.
Durante l’incontro, visto che molti dipendenti della Danieli
sono cittadini udinesi, il sindaco ha espresso vicinanza e sensibilità  alle
ragioni sopra delle Rsu, convenendo che i diritti democratici sanciti dalla
Costituzione e le buone relazioni sindacali sono alla base della convivenza
all’interno di ogni fabbrica e di ogni azienda.
La Rsu non
contesta le donazioni in sé, soprattutto quando rivolte al mantenimento del
nostro patrimonio culturale, ma allo stesso tempo, vista l’evidente
disponibilità  finanziaria dell’azienda, circa 150 milioni di utili nel 2014,
pretende che venga innanzitutto rispettato il contratto nazionale.
Se oggi l’azienda si permette di non rispettare quanto stabilito dal contratto
nazionale, che ha efficacia di legge, non possiamo non nutrire forti
preoccupazioni, come altri hanno già  espresso, sulle conseguenze di
un’eventuale uscita di Danieli da Confindustria.
Per la  Rsu Danieli
& C

Edgar Banja, Mauro Bortolossi, Mario Colaianni, Gianluca Vignando, Ivan
Visentini