Poste, taglio di 11 unità al centro distribuzione di Cervignano
A partire da lunedì 4 maggio, il Centro distribuzione postale di Cervignano subirà un’ulteriore e pesantissima riduzione di personale: 11 unità in meno, accompagnate da una contestuale diminuzione delle figure di responsabilità. Una scelta incomprensibile, che rappresenta un vero e proprio arretramento organizzativo, con conseguenze immediate e gravi sulla qualità del servizio postale in tutta la Bassa friulana.
Questa decisione, assunta senza alcun confronto reale con le rappresentanze dei lavoratori, smantella l’equilibrio operativo del Centro, già messo a dura prova da anni di sotto-organico, carichi di lavoro crescenti e continue riorganizzazioni calate dall’alto. Ridurre ulteriormente il personale significa allungare i tempi di recapito, aumentare i disservizi, comprimere la sicurezza operativa e scaricare sui lavoratori una pressione ormai insostenibile.
La Bassa Friulana, un territorio vasto, con numerosi comuni e frazioni, pagherà un prezzo elevato: ritardi cronici nella consegna della corrispondenza, difficoltà nel garantire i servizi essenziali, impossibilità di coprire adeguatamente i giri, aumento delle giacenze e peggioramento complessivo della qualità percepita dai cittadini.
È inaccettabile che, mentre Poste Italiane continua a dichiarare pubblicamente investimenti, innovazione e attenzione ai territori, nei fatti svuoti un presidio fondamentale come il Cdp di Cervignano, privandolo delle risorse minime necessarie per funzionare.
Come organizzazione sindacale denunciamo con forza:
la totale assenza di una pianificazione credibile;
la riduzione irresponsabile del personale e dei responsabili;
l’impatto diretto e negativo sui cittadini della Bassa Friulana;
la mancata tutela delle condizioni di lavoro degli addetti al recapito.
Chiediamo pertanto l’immediata sospensione di queste misure e l’apertura di un confronto vero, trasparente e rispettoso con il sindacato. Non accetteremo che un territorio già fragile venga ulteriormente penalizzato da scelte aziendali miopi e prive di qualsiasi logica di servizio pubblico.
I cittadini hanno diritto a un recapito puntuale e dignitoso. I lavoratori hanno diritto a condizioni di lavoro sostenibili. Poste Italiane ha il dovere di garantire entrambe le cose.
Michele Lunetta, segretario generale Slc-Cgil Udine
